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Conciliazione delle controversie di lavoro

La Commissione di Certificazione della Fondazione Marco Biagi è sede protetta di conciliazione delle controversie di lavoro.

 

Avanti la Commissione è possibile esperire:

  • il tentativo facoltativo di conciliazione di cui all’art. 410 c.p.c., con gli effetti di cui all’art. 2113 c.c.;
  • la nuova conciliazione sui licenziamenti illegittimi introdotta dal Jobs Act (art. 6 D.Lgs. 23/2015), applicabile sia ai lavoratori assunti con il nuovo contratto a “tutele crescenti” sia ai lavoratori delle aziende che, successivamente alla data di entrata in vigore della riforma, abbiano superato la soglia dei 15 dipendenti.

 

La Commissione di Certificazione della Fondazione Marco Biagi svolge stabilmente l’attività di conciliazione delle controversie presso:

  • la propria sede, sita in Largo Marco Biagi 10, 41121 Modena;
  • i locali dell’associazione di categoria “Alleanza Lavoro”, siti in Via San Clemente 1, 20122 Milano;
  • la sede di Confindustria Pesaro e Urbino, siti in via Cattaneo n. 34, 61121 Pesaro.

 

In caso di necessità, la Commissione può inoltre spostarsi presso altre sedi concordate con le parti.

 

Effetti e vantaggi della conciliazione

La conciliazione delle controversie di lavoro comporta la definizione di un accordo inoppugnabile che dispiega i propri effetti nei confronti delle parti.

 

La procedura conciliativa presenta, rispetto al ricorso giurisdizionale, evidenti vantaggi in termini di:

  • Economicità. I costi sia diretti sia indiretti della conciliazione sono incomparabili a quelli di un processo.
  • Celerità. I tempi medi stimati per l’ottenimento della conciliazione presso la Commissione di Certificazione della Fondazione Marco Biagi, in caso di richiesta congiunta, sono di soli 7 giorni.
  • Collaborazione tra le parti. La sede stragiudiziale e la possibilità di avvalersi dell’assistenza e consulenza della Commissione facilitano la collaborazione e quindi il raggiungimento di un accordo reciprocamente soddisfacente per le parti.

 

Il ricorso alla nuova procedura conciliativa a “tutele crescenti” presenta infine ulteriori vantaggi: il lavoratore licenziato può contare su una somma certa non soggetta a imposizione né fiscale né previdenziale, oltre che sulla possibilità di accedere agli strumenti di sostegno al reddito per la disoccupazione involontaria (NASpI); il datore di lavoro può contare sulla rinuncia all’impugnazione del licenziamento, anche qualora il lavoratore l’abbia già proposta.

Come richiedere la conciliazione
Conciliazione volontaria

Nel caso della conciliazione volontaria, è sufficiente che le parti presentino alla Commissione una richiesta congiunta in forma libera, contenente:

  • le generalità di entrambe, con indicazione di almeno un riferimento telefonico;
  • l’oggetto dell’attuale o potenziale controversia (es. licenziamento, differenze retributive, tfr, ecc.).

 

Tale richiesta può essere:

  • consegnata a mano o spedita con raccomandata con avviso di ricevimento all'indirizzo della Commissione;
  • inviata per posta elettronica certificata a fmb.certificazione@pec.unimore.it.

 

I tempi medi stimati per l’ottenimento della conciliazione dal momento della richiesta congiunta sono di circa 12 giorni, ridotti a 4 in casi di urgenza.

 

Prima di procedere alla presentazione di una richiesta di conciliazione è comunque sempre consigliabile contattare la Commissione, via mail o telefono.

 

Conciliazione obbligatoria

Nel caso del tentativo obbligatorio di conciliazione ex art. 80 comma 4 D.Lgs. 276/2003 la richiesta di conciliazione, regolarmente sottoscritta, deve contenere:

  • le generalità di entrambe le parti;
  • gli estremi del contratto certificato e del relativo provvedimento emesso dalla Commissione di Certificazione;
  • l’indicazione del luogo ove le comunicazioni attinenti alla procedura di conciliazione devono essere recapitate;
  • l’esposizione dei fatti che formano oggetto del tentativo di conciliazione e delle ragioni che li sostengono.

 

Tale richiesta può essere:

  1. consegnata a mano o spedita con raccomandata con avviso di ricevimento all’indirizzo della Commissione e a quello della controparte;
  2. inviata per posta elettronica certificata all’indirizzo PEC della Commissione e a quello della controparte.

 

Una volta ricevuta copia della richiesta di conciliazione, la controparte ha a disposizione 20 giorni per depositare l’eventuale memoria contenente le proprie controdeduzioni. Decorso inutilmente tale termine o entro 10 giorni dal deposito della memoria di controparte, la Commissione provvede a convocare le parti per la loro comparizione. Lo svolgimento del tentativo di conciliazione si conclude entro i 30 giorni successivi alla convocazione.