Fondazione Universitaria Marco Biagi
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Fondazione Universitaria Marco Biagi

Università di Modena e Reggio Emilia

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Foto della sede della Fondazione Marco Biagi

Corso di dottorato in Lavoro, Sviluppo e Innovazione

Il dottorato in Lavoro, Sviluppo e Innovazione, attivo dall’anno accademico 2014/15, rappresenta la naturale evoluzione del dottorato in Relazioni di lavoro istituito nel 2006 per effetto di un accordo tra la Fondazione Marco Biagi, l’Università di Modena e Reggio Emilia e il Ministero dell’Università e della Ricerca.

Il corso mira a fornire una strumentazione concettuale e metodologica interdisciplinare per indagare il lavoro contemporaneo, in qualità e quantità, come questione giuridica, sociale ed economica, e per intervenire sulle sue dinamiche, a livello micro, meso e macro. Il lavoro, come ambito dell’agire umano, deve la sua qualità concreta al concorso di una pluralità di fonti regolative (diritto, organizzazione, economia, finanza, sociologia, psicologia, medicina del lavoro, per citare le principali). Il lavoro, come espressione della personalità e come ingrediente di cittadinanza, si attualizza grazie a competenze professionali, capacità imprenditoriali, infrastrutture territoriali, fisiche e cognitive, pubbliche e private. Il lavoro, come requisito ed esito delle democrazie deliberative contemporanee, è quindi un problema complesso, che impone strumenti di ricerca e modalità di intervento interdisciplinare, idonei a tematizzare congiuntamente la regolazione, giuridica e non, del lavoro, i processi di innovazione (nella gestione, organizzazione, produzione, contabilità, finanza e controllo, marketing, comunicazione …) di impresa (industriale, di servizi, pubblica), le dinamiche dello sviluppo economico e territoriale.

La caratteristica saliente è l’integrazione con il tessuto produttivo e con gli operatori economici, nella prospettiva del miglioramento delle prospettive di occupabilità extra-accademica dei dottorandi. Tale finalità viene perseguita principalmente attraverso il canale del finanziamento delle borse di studio, in base ad uno schema che prevede l’erogazione da parte del Ministero di tante borse quante sono quelle sponsorizzate da soggetti esterni all’Università.

L’obiettivo perseguito è quello di selezionare e formare, attraverso un metodo di lavoro interdisciplinare e comparato, fortemente orientato alla applicazione pratica dei risultati e, dunque, collegato con le realtà produttive e sociali non solo locali ma nazionali e internazionali, giovani ricercatori destinati principalmente a operare, già nella fase di svolgimento del dottorato, in imprese italiane e straniere, organismi internazionali, istituzioni, associazioni e organizzazioni sindacali (anche nella modalità "dell’alto apprendistato").

Una caratteristica rimarchevole della didattica è l’uso alternato di più lingue di lavoro. Le lezioni in lingua straniera costituiscono infatti una premessa necessaria del mantenimento della connotazione internazionale del programma formativo e dell’attrattività nei confronti degli studenti internazionali.

Dal 2013, in seguito all’entrata in vigore della nuova disciplina dei dottorati di ricerca (D.M. 45/13), il corso ha assunto una nuova fisionomia articolandosi in 2 curricula:
- Lavoro
- Sviluppo e innovazione